AMOROMA - ITINERARI


VILLA CELIMONTANA


La storia della villa ebbe inizio nel 1553, anno in cui Giacomo Mattei acquistò una vigna situata tra il Vicus Scauro e Santa Maria in Domnica alla Navicella. Fu poi Ciriaco Mattei, discendente del proprietario originario, che alla fine del '500 trasformò la vigna in un giardino che ancora oggi mantiene uno splendore fuori dal comune. Compresa fra le rovine del Palatino, dell'acquedotto di Claudio e Nerone e le Terme di Caracalla, la villa, sorge su un colle anticamente chiamato Querquetulanum perché ricoperto da un fitto bosco di lecci. Il suo possidente faticò non poco a trasformare questo luogo ancora selvaggio in un curatissimo giardino ornato di palme e piante esotiche, al centro del quale fece edificare il casino sede di una splendida collezione di antichi bronzi e sculture e persino un obelisco, tanto che già a quei tempi, la villa era meta di sosta e visita da parte di numerosi forestieri e di molti personaggi dell'alta società. L'architetto Giacomo del Duca, fu chiamato a compiere l'opera: egli adattò i principi del giardino manierista alla naturale disomogeneità del terreno con particolare grazia ed eleganza. Una cospicua parte delle sculture che ornavano la villa furono vendute e costituirono il primo nucleo dei Musei Vaticani. Superato il magnifico portone proveniente dall'antica Villa Giustini Massimo, qui rimontato nel 1650, ci si avvia attraverso un breve corridoio sul piazzale nel quale si staglia quella che fu l'antica villa, oggi sede della Società Geografica Italiana. La sua biblioteca può vantare numerosi testi di geografia e di esplorazione tra i più importanti d'Italia. Fra i suoi membri ci fu anche Giorgio Tucci grande archeologo orientalista fondatore fra l'altro del prestigioso ISMEO (Istituto per il Medio ed Estremo Oriente). I discendenti di Ciriaco Mattei ampliarono e trasformarono il giardino in un complesso ordito di viali, lo spazio fu suddiviso e delimitato da aiuole geometriche dando così vita ai giardini nascosti tra le alte siepi in una sorta di labirinto con apparizioni improvvise di statue e fontane secondo il gusto scenografico barocco. La villa fu inclusa nel famoso pellegrinaggio delle sette chiese. Secondo la tradizione, il giovedì grasso, i romani osservanti rinunciavano ai passatempi profani per fare voto di penitenza e andare in processione lungo l'itinerario che univa le sette basiliche più importanti della città, ossia: San Pietro, San Paolo, San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, Santa Croce di Gerusalemme, San Lorenzo al Verano e Santa Maria Maggiore partendo dalla chiesa Nuova a Corso Vittorio e facendo ritorno alla fine del percorso. A metà strada circa tra San Sebastiano e San Giovanni in Laterano era uso sostare alla villa dei Mattei e qui trovare accoglienza ed essere rifocillati. A seguito di alcune difficoltà economiche la famiglia Mattei dovette cedere la villa; così questa passò prima a Clemente XIII, poi all'arciduchessa Maria Anna d'Austria poi ad un ministro di Carlo IV di Spagna, il principe Godoy, il quale diede un nuovo aspetto alla villa. Il giardino fu profondamente modificato dall'originale e trasformato sulla spinta del gusto naturalistico, in un giardino all'inglese. Gli scavi ordinati dal Godoy, portarono alla luce dei manufatti marmorei dell'epoca di Caracalla e, venne fatto spostare l'obelisco nella posizione attuale, ossia infondo al boschetto posto a sinistra dell'ingresso. Proprio in seguito allo spostamento dell'obelisco, da sempre circondato da un'aurea di mistero circolò una leggenda: lo spirito di un operaio morto durante i lavori di spostamento si aggirerebbe nella villa senza pace. Nel 1851 divenne di proprietà della principessa d'Olanda Marianna D'Orange, figlia di Guglielmo I. Innamorata di Roma ella risiedette per cinque anni nella villa e raccolse una bellissima collezione di bronzi e marmi che purtroppo portò con se al termine del suo soggiorno romano. L'ultimo proprietario fu un barone bavarese. Dopo la prima guerra mondiale la villa divenne proprietà dello Stato Italiano e nel 1926 passò finalmente al Comune di Roma che ne fece un parco pubblico e sede della Società Geografica Italiana. Oggi villa Celimontana una dei parchi più frequentati della città e oltre alla sua bellezza offre una delle più ampie e meglio attrezzate aree gioco per bambini circondata da una minipista ciclabile.

Emanuela e Samantha

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