AMOROMA - ITINERARI


VILLA FARNESINA


Villa sita in via della Lungara di fronte a Palazzo Corsini, venne costruita dal 1506 al 1510 per volontà del banchiere senese Agostino Chigi, da Baldassarre Peruzzi. Alla morte del banchiere, iniziò per la villa un periodo di decandenza durante il quale essa fu privata delle opere d'arte che da tempo custodiva. Nel 1577, la villa fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese. Da allora è nota come Villa Farnesina. Oggi ospita la rappresentanza dell'Accademia dei Lincei ed il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. È formata da un blocco centrale con loggia a cinque arcate con due avamposti laterali; il disegno semplice dell'edificio ben si armonizza con il giardino circostante. Dall'atrio ottocentesco potrete giungere direttamente nella Loggia di Psiche, mirabilmente affrescata da allievi di Raffaello nel 1517. Dalla loggia accederete alla Sala della Galatea, con soffitto decorato dal Peruzzi nel 1511. L'affresco più rappresentativo della sala è la celebre opera di Raffaello "Galatea": la ninfa, dai tratti del viso delicati, in contrasto con il corpo rigoglioso è trasportata sull'acqua in un cocchio formato da una conchiglia trainata da delfini e intorno una festa di tritoni, amorini e nereidi. A fianco, Sebastiano del Piombo affrescò Polifemo, lo sgraziato innamorato di Galatea, originariamente nudo e poi per decenza ricoperto da una vestina azzurra. In epoca successiva, fecero da cornice i paesaggi attribuiti al Dughet. Sulla sinistra vi imbatterete nella Sala del Fregio così detta dalla decorazione a scene mitologiche con piccole figure dipinte dal Peruzzi tra le quali le fatiche di Ercole, il ratto di Europa, Apollo e Marsia e Orfeo ed Euricide. Salendo al primo piano, troverete la vasta Sala delle Prospettive affrescata dal Peruzzi, uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura Essa rappresenta la continuazione ideale delle logge del pianterreno, attraverso il finto loggiato si scorgono vedute paesaggistiche: paesi arroccati, scorci di campagna e ne fondo, contro il cielo luminoso è la città. Vi consigliamo una rilassante passeggiata nel parco, tipico esempio di giardino all'italiana. Lungo la galleria dei lauri, scolpita nel marmo è incisa una frase quasi come un comiato: " Quisquis huc accedis: quod tibi horridum videtur mihi amoenum est; si placet, maneas, si taedet abeas, utrumque gratum". Vale a dire: " Chiunque tu sia che vieni qui: ciò che a te sembra orrido a me è gradevole. Se ti piace, rimani, se ti attedia allontanati; l'una e l'altra cosa mi è gradita".

NOTIZIE UTILI

ORARIO: dal lun al sab dalle 9 alle 13.00
TEL. : 06/68801767

Emanuela e Samantha

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