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VIA NAZIONALE

 

Via Nazionale, che è lunga 1.500 metri, fu realizzata durante il periodo "Umbertino", così detto per il Re Umberto.
La via inizia da Piazza della Repubblica, cinta da due palazzi, realizzati da Koch (1896-1902), che formano un maestoso ingresso alla strada e ripetono l’andamento della grande esedra delle Terme di Diocleziano che si trovano di fronte.
La sua realizzazione fu all’epoca molto criticata, accomunata alle molte deludenti urbanizzazioni realizzate dai "buzzurri", così erano chiamati dai romani papalini i burocrati scesi da Torino al seguito del Governo Sabaudo.
Le critiche non tenevano conto che molte delle opere eseguite dai "buzzurri", per estendere la Città, sarebbero state eseguite anche dal governo di Pio IX che aveva già iniziato la realizzazzione della strada sul tracciato dell’antico Vicus Longus, nella valle tra il Quirinale e il Viminale.
Certamente se fosse stata realizzata dal governo papalino non si sarebbe chiamata Via Nazionale né sarebbero nati i palazzi sulla zona del Viminale estendendosi sino all’Esquilino, creando una zona detta "quartiere piemontese"; ma le trasformazioni erano ormai in atto, e come spesso avviene, i tempi hanno cancellato tutte le accuse.
La denominazione di Via Nazionale fu scelta per dare, appunto, un senso di italianità, intestando le traverse e le via limitrofe a città come Torino, Firenze, Nopoli, Genova, Milano, Parma, Palermo. Nel nuovo quartiere, invece, le strade furono intestate a personaggi della casa Savoia, e statisti sabaudi.

Simone

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