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MONTE TESTACCIO
Il
Monte Testaccioè una collina artificiale con base vagamente
triangolare, posta nella zona portuale dell'antica Roma sulla
sponda sinistra del Tevere, nella zona sud - est di Roma. Alta
circa 35 m, ha un perimetro di 1490 m e una superficie complessiva
che si aggira intorno ai 2200 mq.
Si tratta di un piccolo monte, ma un tempo era definito il maggiore
dei sette colli artificiali di Roma: Augusto, Cenci, Citorio,
Giordano, Savelli, Secco.
Il suo nome attuale deriva dall’etimo latino "testa"
che significa coccio: deve infatti la sua origine allo scarico
regolare dei frammenti delle anfore rotte, per lo più olearie.
Da qui il nome popolare di Monte dei Cocci.
Un accumulo di tale entità ed altezza fu reso possibile
dalla presenza di una prima rampa e di due stradelle percorse
dai carri ricolmi di cocci e di anfore frammentarie, molte delle
quali conservano il marchio di fabbrica impresso su una delle
anse, mentre altre presentano i tituli picti, note scritte a pennello
o a calamo con il nome dell'esportatore, indicazioni sul contenuto,
i controlli eseguiti durante il viaggio, la data consolare.
Pertanto il monte a tutt'oggi si configura come fonte storico-documentaria
di prima mano sullo sviluppo economico dell'impero romano, sulle
relazioni commerciali tra Capitale e province, nonché sulle
abitudini alimentari nell'antichità.
Dopo
il medioevo per vari secoli fu il luogo preferito dai romani per
i loro violenti riti carnevaleschi, per le feste legate alla vendemmia
e per ceremonie religiosi.
Per la somiglianza con il Calvario sulle sue pendici fu installata
una via crucis, ricordata ancora oggi dalla croce situata sulla
sommità del monte.
Ma fu utilizzato anche come cava di materiale per rassodare il
suolo delle fangose strade vicine, o per costruirvi, scavando
al suo interno, eccellenti cantine dalla temperatura giusta e
costante.
Simone
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