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IL MURO TORTO
Il
tratto di Mura Aureliane, compreso tra piazzale Flaminio e piazzale
Brasile, e' conosciuto e ormai battezzato "muro torto"
a causa dell'evidente e notevole pendenza di una porzione, in
opera reticolata, verso terra. Molto probabilmente, e' un avanzo
di una delle torri degli Orti di Domizio sul Pincio, che successivamente,
per via di un cedimento strutturale, forse di origine naturale
(terremoti, alluvioni, ecc...ecc...), gia' dal tempo di Procopio
prese il nome di "inclinato", "inchinato"
e poi in seguito "chinato", "malo" e "torto".
La leggenda ,vuole che il muro venisse preso a difesa da S.Pietro
(nientemeno), ogni volta che la citta' era assediata dai Barbari,
da qui si potrebbe spiegare la sua miracolosa posizione e l'appellativo
"inchinato" e "chinato". Altre leggende, indicano
questo punto come luogo di sepoltura di Nerone e, fino a due,
tre secoli fa venivano sepolti sotto al muro gli impenitenti e
le meretrici, da qui "muro malo". Durante l'ultima occupazione
francese, il posto era considerato particolarmente adatto per
le fucilazioni e inoltre, dopo essere stati ghigliottinati nella
vicina piazza del Popolo, vi trovarono "riposo" i corpi
dei famosi Targhini e Montanari (si dice che ancora oggi i loro
fantasmi vaghino nelle notte con la testa in mano, distribuendo
numeri del lotto a chi ha il coraggio di consultarli). Per rispetto
alla tradizione, sia essa di origine popolare o religiosa, oggi
il Muro Torto lo possiamo ancora vedere in tutta la sua inclinazione,
proprio perche' non venne mai scorciato durante i restauri successivi,
ma anzi, venne rinforzato ed infine inglobato nelle cinta muraria
urbana. Procopio, assicura che questo muro era gia' inclinato
al tempo di Belisario, e pareva, allora come adesso, prossimo
a cadere o, quantomeno, ad inginocchiarsi.
Alsio
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