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CATACOMBE DI SAN DOMITILLA
Le
catacombe di Domitilla o dei Santi Nereo e Achilleo sono uno degli
splenditi monumenti che accompagnano la Via Appia; la più
importante delle vie consolari (la "Regina Viarium")
fu costruita da Appio Claudio nel 312 a.C. fino a Capua e venne
poi prolungata fino a Benevento e Brindisi. Le catacombe romane
costituiscono una delle testimonianze più complete di cui
oggi disponiamo per conoscere la comunità cristiana tra
il III e il IX sec. d.C. Dalla fine del III sec. soprattutto perché
diminuiva lo spazio nei terreni in superficie, per le nuove tombe
si iniziarono a scavare piccoli ambienti sotterranei, a volte
con brevi gallerie, chiamati ipogei. Questa pratica fu ampiamente
usata dai Cristiani in quanto permetteva con costi limitati di
moltiplicare il numero delle tombe e di accogliere anche la gente
più povera.
È questo il caso della necropoli di S. Domitilla. Attualmente
la catacomba è composta da una rete di ben 15 km di gallerie
sotterranee, alcune inaccessibili, scavate su due piani sovrapposti
con un terzo piano con due zone limitate. Come testimoniano varie
iscrizioni, una delle quali murata sulla parete destra della basilica,
ai piedi della scala d'ingresso, tra i due sarcofagi, in origine
il terreno apparteneva a Flavia Domitilla.
Questa
donna imparentata con Vespasiano e Domiziano fu esiliata a Ventotene
in seguito ad accuse di ateismo. La grande catacomba di Domitilla
nacque partendo da ben 7 ipogei primitivi, scavati prima al secondo
piano, poi al primo, i quali si congiunsero durante la prima metà
del IV sec.. In seguito e fino alla fine del V sec. la rete venne
ampliata accludendo nuove scale d'accesso dalla superficie. La
sepoltura dei Martiri è il motivo principale della nascita
di tutte le grandi catacombe compresa la suddetta.
Fu scoperta nel 1593 da primo esploratore moderno dei cimiteri
cristiani, Antonio Bosio, detto il "Cristoforo Colombo delle
catacombe". Si faceva accompagnare da un pittore romano che
copiava tutto quanto i due andavano scoprendo.
La visita inizia con la Basilica che fu costruita alla fine del
IV sec. d.C. sopra la tomba dei due martiri Nereo e Achilleo.
La chiesa è un edificio a tre navate con nartece (portico),
in parte sotterranea ma il suo tetto sporgeva in superficie; pur
di non spostare le tombe conservate nell'abside furono distrutte
numerose gallerie già esistenti. Sulle pareti della basilica
e percorrendo le gallerie della catacomba sono visibili molti
simboli che si riferivano alla fede del defunto, riprodotti sulle
pareti dei cubicoli e sulle lastre di chiusura dei loculi. Vi
citiamo alcuni tra i più rappresentativi emblemi di questo
culto: il buon pastore che porta una pecora sulle spalle simbolo
del Cristo salvatore e l'anima da lui salvata; la colomba con
ramoscello d'ulivo è l'emblema universale della pace e
della quiete dell'anima; l'ancora a sua volta rappresenta la salvezza
del cristiano e l'arrivo della sua anima al porto della vita eterna.
Oltre a queste icone si trovano delle raffigurazioni di episodi
tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento che diffondevano un messaggio
di salvezza e un insegnamento a chi le guardava. Più avanti
sulla sinistra entriamo nella galleria dei sarcofagi, erroneamente
attribuita ai Flavi Cristiani; si trattava in realtà, di
un ipogeo pagano le cui pareti erano decorate da affreschi oggi
in cattive condizioni, che raffiguravano tralci di viti, grappoli
d'uva ed amorini vendemmianti. Il vestibolo antico aveva una facciata
in mattoni gialli, sulla destra si apre una sala, in origine coperta
a volta dove si svolgevano i "refrigeri" ovvero i banchetti
funerari. Sulla parete destra della sala si trova un piccolo cubicolo
dipinto, datato alla fine del III sec. d.C., nel quale, tra ghirlande,
cesti di fiori e uccelli è raffigurato il mito pagano di
Amore e Psiche rappresentati come putti che raccolgono fiori.
Essendo di notevoli dimensioni, abbiamo ritenuto opportuno di
limitare la visita della catacomba, solo alla prima parte del
secondo piano poiché ricco di testimonianze importanti.
Riteniamo comunque di aver in parte fornito un'idea precisa del
modo in cui i cristiani affrontavano la morte e di come curavano
i propri defunti.
NOTIZIE UTILI: Catacombe di S.Domitilla Via delle Sette Chiese
282/280
Tel. 06/5110342 - 06/5133956
ORARI VISITA: chiuso il martedì. Aperto tutti i giorni
dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00/17.30 (durante
il periodo dell'ora legale)
PREZZO: intero 5€ ridotto 3€ compreso nel prezzo la
visita guidata che dura circa 30 minuti
Emanuela e Samantha
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