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IL CIRCO MASSIMO
Il
Circo Massimo era il più grande edificio per lo spettacolo
di tutti i tempi lungo 600 m. e largo 140, ed è, dalla
leggenda, collegato alle origini stesse della città(fu,
infatti, in occasione dei giochi in onore di Conso, che avvenne
il ratto delle Sabine e quindi la nascita della vita nella città
stessa).
In realtà una prima sistemazione della Valle Murcia risale
all'epoca dei Tarquini ed è da collegare alla costruzione
di una cloaca che permise di drenare tutta la zona e regolarizzare
il terreno. Solo con Giulio Cesare si ebbe un vero e proprio edificio
in muratura, la cui pianta è conservata, parzialmente,
nelle costruzioni successive, come testimoniano i numerosi tratti
in reticolato rinvenuti in vari punti durante gli scavi archeologici.
Di notevole entità fu l'intervento di Augusto che completò
restaurarondo l'ippodromo e lo decorò con l'obelisco che
ora si trova a piazza del Popolo e costruì il pulvinar.
Il Circo Massimo fu devastato più volte dal fuoco e successivamente
restaurato, fu ricostruito quasi integralmente in epoca domiziano
- traianea, fase a cui appartengono la maggior parte le strutture
in laterizio attualmente visibili.
Numerosissimi furono, poi, gli interventi strutturali e di muratura
degli imperatori successivi, finalizzati alla decorazione (di
considerevole entità fu l'erezione del gigantesco obelisco
portato a Roma
da Costante II, ora al Laterano).
Il circo rimase in attività fino al 549 quando Totila dette
gli ultimi giochi.
Negli anni a seguire, l'area divenne zona agricola, mentre nell'emiciclo
si stabilì la diaconia di S. Lucia in Settizodio, con un
grande complesso funzionale alle sue esigenze di assistenza ai
pellegrini, del quale sopravvivono o sono ricostruibili alcuni
manufatti compresa la torretta.
Successivamente questo insieme, divenuto di proprietà di
S. Gregorio, venne concesso in enfiteusi ai Frangipane (1145);
nello stesso periodo (1122) venne condottata a Roma l'acqua Mariana
che percorreva il circo prima di sfociare nel Tevere.
Amoroma
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