AMOROMA - ITINERARI


LA DOMUS AUREA


Oggi vi proponiamo un tuffo nel passato per ammirare il fasto e la magnificenza della Domus Aurea. I suoi resti, sorsero sulle ceneri del terribile incendio che divampò, ad opera di Nerone, nel 64 d.C. , distruggendo dieci delle quattordici regioni augustee. La lussuosa residenza dell'Imperatore, a quel tempo, si estendeva in un area di circa ottanta ettari, compresa fra il Palatino, l'Esquilino, l'Oppio e il Celio, includendo in essa anche un ampio lago detto "Stagnum Neronis", dove in seguito sorse l'odierno Colosseo e vari edifici estesi come città. Alla morte di Nerone, i suoi successori, restituirono all'uso pubblico l'area occupata dalla gigantesca reggia. Solo il padiglione del Colle Oppio, sopravvisse al rinnovamento urbanistico dei Flavi, fino al 104 d.C., anno in cui presero l'avvio i lavori per la realizzazione del sovrastante complesso termale di Traiano. L'astuta idea di interrare l'edificio, già per altro depredato di ogni bene, fece si che si conservasse fino ai nostri giorni. Dell'attuale Domus Aurea, oggi resta soprattutto la parte centrale del Colle Oppio. Dalla sala a pianta ottagonale, che si estende per circa quattrocento metri, si diramano all'incirca centocinquanta ambienti, ognuno dei quali è stato edificato secondo la tecnica dell'Opus Latericium, ossia del mattone di argilla essiccato al sole, e cotto in fornace a partire dall'età Augustea. Il suo uso offre disparati vantaggi, oltre ad essere poco costoso, maneggevole e leggero si può facilmente forgiare. Quasi tutti questi ambienti sono coperti da volte a botte che raggiungono un'altezza variabile di dieci undici metri. Osservando la planimetria di quanto si conserva si distinguono due settori: quello occidentale, in cui troviamo un cortile - giardino a pianta rettangolare circondato da un portico di ordine ionico, ai cui lati si distribuiscono svariate sale, come la Sala della volta delle Civette e il Ninfeo di Ulisse e Polifemo, il quale trasse il suo nome dal soggetto a mosaico riprodotto al centro della volta. Il settore orientale, centrato sulla sala a pianta ottagonale e su due grandi cortili poligonali aperti ai lati di quest'ultima è molto più articolato. Un occhio di riguardo, in questa sezione della reggia, va alla Sala della volta dorata con la sua sfarzosa decorazione a stucchi policromi. Di notevole interesse, le sale ispirate all'epos omerico: la Sala di Achille a Sciro e la Sala di Ettore e Andromaca. Probabilmente il padiglione del Colle Oppio era riservato soltanto allo svago e all'ozio dell'imperatore e dei suoi ospiti; poiché mancavano ambienti di servizio e sistemi di riscaldamento. Potrete ammirare della ricchezza originaria, decorazioni dipinte di alcuni stucchi e frammenti di mosaico dell'artista Fabullo che faceva largo uso di coloro come il cinabro, l'azzurro, il rosso scuro, l'indaco e il verde. Alla fine del quattrocento avvenne la riscoperta della Domus Aurea per opera di curiosi e appassionati di antichità che calandosi dall'alto delle grotte ancora interrate, copiarono i motivi decorativi delle volte. Artisti come Raffaello, Pinturicchio, Ghirlandaio ed altri trassero ispirazione dalle pitture per decorare logge, palazzi e ville. Negli anni 1811 - 14 vennero effettuati gli scavi dall'architetto Antonio De Romanis che esplorò e liberò dalla terra, una cinquantina di stanze, pubblicandone subito dopo una planimetria e una relazione delle scoperte.


NOTIZIE UTILI:
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Emanuela e Samantha

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