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PIAZZA DEL POPOLO
Piazza
del Popolo è definita una tra le piazze più belle
del mondo, posta al vertice di un triangolo di vie importantissime
noto come il Tridente. La porta, attraverso la quale si accede
alla piazza è Porta Flaminia, che fa parte delle Mura Aureliane:
da qui inizia la via Flaminia. La porta attuale fu realizzata
da Michelangelo nel 1561 su commissione di Pio IV, il quale volle
adornarla con le colonne dell'antica basilica di S.Pietro. La
facciata esterna della porta reca in alto lo stemma papale sorretto
da due cornucopie ed una grande lapide. La facciata interna, invece,
fu realizzata dal Bernini nel 1665. I due passaggi laterali furono
aperti nel 1887 dall'architetto Mercandetti, per esigenza di traffico.
Sull'origine del nome della piazza vi sono diversi pareri. In
passato si credeva che derivasse da numerosi pioppi (in latino
populus) che dall'Augusteo si estendevano fino qui. L'ipotesi
più accreditata è che il toponimo è legato
alle antiche origini di S.Maria del Popolo, quando nel Medioevo
Pasquale II edificò alle pendici del pincio una chiesa
dedicata alla Vergine (1099). Poiché tale chiesa fu costruita
a spese del popolo romano, ebbe la denominazione di "S.Maria
o Madonna del Popolo". Nel 1472, la chiesa fu riedificata
da papa Sisto IV Della Rovere, con disegno di Baccio Pontelli;
fu nuovamente abbellita al tempo di Alessandro VII, ad opera del
Bernini e di Bramante. All'interno lavorarono alle decorazioni
numerosi grandi artisti come Pinturicchio, il Caravaggio e Raffaello
per la cappella Chigi. Una batteria di tombe di cardinali e nobili
romani tappezza il pavimento.
Al centro della piazza si trova l'obelisco "Flaminio",
alto 23 metri e che reca geroglifici di Seti I (1318-1304 a.C.),
definito "colui che riempie Eliopoli di obelischi perché
i loro raggi possano illuminare il tempio di Ra". Fu il primo
obelisco ad essere trasferito a Roma, al tempo di Augusto (nel
10 a.C.), per celebrare la conquista dell'Egitto.
Sul
lato sud della piazza, sorgono le due chiese gemelle di S.Maria
in Montesanto e di S.Maria dei Miracoli, iniziate dal Rainaldi
e compiute dal Bernini e da Carlo Fontana. Per creare un punto
focale sulla piazza, le chiese dovevano essere due costruzioni
simmetriche, ma lo spazio disponibile sul lato sinistro era minore.
Rainaldi risolse il problema dotando S.Maria dei Miracoli (a destra)
di una cupola circolare e S.Maria in Montesanto (a sinistra) di
una ovale, schiacciandola abilmente nello spazio disponibile.
Le due chiese, viste dalla piazza, anche se soltanto per effetto
ottico, risultano uguali. Per i due portici, vennero adoperate
quelle stesse colonne che adornavano il campanile di S.Pietro,
fatto demolire da papa Innocenzo X. C'è da ricordare che
sotto le due chiese, nel corso di recenti restauri, sono stati
visti i resti di due monumenti funerari a piramide, simili, per
forma e dimensioni, alla piramide di Caio Cestio e come questa
appartenenti al periodo augusteo. Nel XIX secolo, la piazza assunse
una grandiosa forma ovale grazie all'opera del Valadier, che rivestì
S.Maria del Popolo di una struttura neoclassica per adattare la
sua facciata meridionale al resto della piazza. Valadier sostituì
anche la precedente fontana, opera di Giacomo Della Porta, con
le quattro attuali vasche rotonde di travertino, sormontate da
altrettanti leoni di marmo bianco e di stile egizio, dalle cui
bocche esce l'acqua a ventaglio.
In antichità, la piazza fu spesso teatro di esecuzioni
capitali fino al XVIII e XIX secolo. Vi furono ghigliottinati
due carbonari e nel 1826, la piazza vide l'ultimo supplizio della
mazzolatura semplice (senza squartamento), dove i condannati venivano
ripetutamente colpiti con martellate alle tempie fino alla morte.
Simone
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