AMOROMA - ITINERARI

E PERCHE’ NON 
“PIAZZA DE’ FIORI”?

La destinazione di questo spazio a pascolo di bestiame spiega l’origine del nome “Campo” perché tale è stato fino al 1456. L’intervento di lastricatura voluto da Callisto III, nel 1456, né modificò per sempre la natura campestre. Qualche anno dopo divenne addirittura un centro nevralgico del quartiere delle banche e dei commerci grazie alla rivoluzione urbanistica voluta da Sisto IV. A questi difatti, è dedicata una lapide infissa tra Campo De’ Fiori e Via dei Balestrari che fra l’altro dice “… fino a poco fa eri umida e brutta e di squallido fango, di deforme incuria, ora sotto il principato di Sisto IV  ti vai liberando di questo indegno aspetto ed ogni cosa appare ammirabile nel nitido sito…”. Sul  “de’ Fiori” vi sarebbero due tesi. La prima risale all’età di Pompeo (I secolo a.c.) il cui grandioso teatro si estendeva fin qui con il tempio di Venere. E il nome della piazza e dell’attigua Via Flora deriverebbe dalla bella Flora, amante di Pompeo. Anche se alcuni studiosi propendono per il riferimento ai giardini fioriti che si estendevano intorno al teatro. La seconda tesi si aggancia alla figura della cortigiana Terenzia che avrebbe lasciato in eredità questo campo al popolo romano destinandolo allo svolgimento dei licenziosi “giochi floreali” da lei stessa ideati.                       

Petrus

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