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LA PORTA MAGICA DI PIAZZA VITTORIO EMANUELE
L'intera
area sul colle Esquilino, dove sorge l'odierna p.zza Vittorio
Emanuele, nel '600 era occupata dalla Villa di Massimiliano Palombara,
Marchese di Pietraforte. La Villa, proprietà del Duca Alessandro
Sforza, fu acquistata nel 1620 da Oddone Palombara, e successivamente
passò al Marchese Massimiliano, uomo di grande cultura
e appassionato di scienze occulte. Come ogni "alchimista"
che si rispetti, il Marchese si dedicò allo studio del
mistero della della Pietra Filosofale e, col passare del tempo,
il suo nome cominciò ad avere una certa eco negli ambienti
esoterici di Roma e del centro Italia.
Una notte del 1660, si presentò alla Villa uno strano personaggio,
chiedendo ospitalità e un posto adatto dove poter proseguire
i propri studi per un po' di giorni. Questo personaggio altri
non era che Francesco Giuseppe Borri, famoso alchimista milanese.
Il Marchese, non solo lo ospitò, ma gli mise a disposizione
anche il suo attrezzatissimo laboratorio scientifico finchè,
così come era venuto, un giorno sparì nel nulla.
Sulla sua fine non si hanno notizie, ma prima di andarsene, lasciò
nascosto nel laboratorio una pergamena ed un pezzo d'oro. Tracciati
sulla carta, vi erano scritte alcune frasi in latino e segni cabalistici.
Massimiliano, convinto che quella fosse la formula alchemica per
trasmutare il vile metallo in metallo nobile, impiegò ogni
mezzo per decifrarla. Alla fine, non riuscendoci, decise di incidere
su una porta di marmo il misterioso lemma del Borri. Secondo lo
studioso Fulcanelli (altro misterioso personaggio), molti alchimisti
avrebbero tramandato i segreti della loro arte attraverso un codice
"non scritto", mimetizzato nell'arredamento, le decorazioni
o la pianta stessa delle proprie case, da lui definite le "Dimore
Filosofali", disseminate un po' ovunque in tutta Europa.
Ed è tra queste che bisogna collocare la famosa Porta Magica
di p.zza Vittorio Emanuele, unico ricordo intatto di Villa Palombara,
una porta incastonata in una parete, che non porta fisicamente
da nessuna parte, ma che d'altra parte, traducendo la frase latina
scolpita sulla soglia, ricorda a tutti gli osservatori e passanti:
<< EST OPUS OCCULTUM VERI SOPHI APERIRE TERRAM UT GERMINET
SALUTEM PRO POPULO >> ovvero: "E' opera occulta del
vero saggio aprire la terra affinche' generi salvezza per il proprio
popolo".
ALSIO
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