AMOROMA - ITINERARI


IL COLOSSEO


La costruzione dell'anfiteatro ebbe inizio nei primi anni del regno di Vespasiano (72) che dalla sua famiglia prese il nome di Flavio. Eretto in una depressione compresa tra il Palatino, l'Esquilino e il Celio, dove si trovava il lago artificiale della Domus Aurea neroniana, esso è più noto con l'appellativo di Colosseo, che gli venne attribuito nel medioevo perché collocato presso una statua colossale di Nerone. La sua collocazione è un tipico esempio della politica demagogica di Vespasiano, che aveva come finalità di restituire al pubblico godimento, le parti della città incluse da Nerone nella sua casa gigantesca. La parola greca amphiteatrum significa "teatro tutto attorno" quindi un teatro circolare con visione da ogni parte. L'interno del Colosseo semicrollato e spogliato delle gradinate può dare solo una pallida idea del suo aspetto originario; a ciò contribuisce la mancanza del piano dell'arena che mette allo scoperto i sotterranei di servizio. Questi sotterranei avevano la funzione di ospitare tutti quei servizi che erano indispensabili per lo svolgimento dei giochi. Il Colosseo fu fabbricato in mattoni rivestiti di travertino, mentre i gradini erano in parte di marmo. L'arena era coperta da un grande tavolato ligneo. Tra essa e il corridoio veniva fissata, al momento degli spettacoli, una pesante e robustissima rete di protezione detta Velario, sostenuta da antenne incastrate tra due mensole collocate più in basso. In alto, la rete era dotata di denti di elefanti e rulli di avorio ruotanti orizzontalmente che, impedivano la presa alle fiere che avessero tentato di scavalcarla. Attorno all'arena girava il podio, costituito da quattro file di gradini riservati alle autorità; ai lati del podio c'erano due tribune, una per i consoli e per i magistrati, l'altra per l'imperatore. Al di sopra le gradinate si dividono in tre zone (maeniana) alle quali si accedeva da scalette che spartivano l'immenso catino in cunei: nella prima zona sedevano i cavalieri, nella seconda i cittadini, nella terza la plebe. Il terzo maeniano era sormontato da un terrazzo per i posti in piedi. Si calcola che l'edificio potesse contenere circa 50.000 spettatori. Per accedervi non vi era nessuna differenza nella somma da pagare: infatti l'ingresso era gratuito, ma emergeva chiaramente la struttura rigorosamente classista della società romana, ogni categoria della popolazione poteva accedere solo ai posti ad essa riservati; come ad esempio, il settore di posti nel maienianum summum di legno, considerato il peggiore, era destinato alle donne. L'afflusso e il deflusso di una così vasta massa di persone, erano assicurati da una serie di corridoi e di porte. Gli accessi alla cavea erano detti Vomitoria. Malgrado l'origine greca del termine, non è greca ne la funzione ne la forma. Mentre in Grecia lo spettacolo aveva finalità religiose, educatrici, a Roma lo scopo era il divertimento di grandi folle. Nell'anfiteatro si svolgevano lotte fra uomini, fra uomini e bestie, giochi di ogni genere e, perfino, battaglie navali (naumachie) riempiendo l'arena con acqua. Dal momento in cui cessò l'uso dei giochi, il Colosseo cominciò a decadere, trasformato come il Teatro di Marcello in fortezza, servì anche per secoli, da cava di pietra per gli edifici in costruzione. Il saccheggio ebbe termine soltanto quando Papa Benedetto XIV lo vietò. Anche se attualmente della possente costruzione resta ben poco, il Colosseo, è pur sempre uno dei monumenti - simbolo che attestano la magnificenza della civiltà romana nel mondo.

NOTIZIE UTILI:
ORARIO: dalle 9.00 alle 19.15 da lun a dom
Tel. 06/7005469

Emanuela e Samantha

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