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LE FONTANINE DI ROMA
Parlando
di fontane Roma è sicuramente la città che ne detiene
il primato. Indubbiamente , la più conosciuta in tutto
il mondo risulta essere Fontana di Trevi. Disseminate nella capitale
ne troverete di tutti i generi; come fonti, fontane, fontanine,
fontanili e abbeveratoi (questi ultimi in via d'estinsione) oltre
che gli innumerevoli "nasoni". In antichità le
fontane avevano una funzione di "pubblica utilità",
mentre la fontanella è una fusione creativa tra arte e
vita quotidiana, attualmente esposta ad uno stato di abiezione
e ad una ingiustificata abnegazione culturale. La prima fontanella
che vi illustreremo e quella del Facchino (foto A) che originariamente
era sita nell'attuale Via del Corso, sulla facciata del Palazzo
Grifoni, di fronte alla chiesa di San Marcello. Nel 1872 fu trasferita
nella contigua Via Lata, addossata al muro di Palazzo De Carolis
(oggi sede della Banca di Roma) per salvaguardarla dagli urti
delle carrozze e dalle sassate dei monelli.
Il facchino rappresenta un acquaiolo cioè un portatore
d'acqua con il caratteristico costume dell'epoca: tra le mani
tiene un barilotto dal cui foro centrale una cannella versa l'acqua
in una vaschetta circolare. Secondo un'altra interpretazione,
la fontana sarebbe dedicata ai facchini portatori di vino, le
cui sembianze ricondurrebbero ad Abbondio Rizio, noto per la sua
forza erculea e per la sua accentuata propensione al bere. Diverse
correnti di pensiero attribuiscono la sua paternità al
Michelangelo, ma il D'Onofrio l'assegna a Jacopo del Conte.
In Via Giulia troverete il "Mascherone"(foto B)caratterizzato
da una grossa maschera marmorea seicentesca addossata oggi ad
un muro di mattoni costruito nel secolo scorso. Il Mascherone
è inserito in un prospetto con ampie volute laterali alla
base e con un architrave recante lo stemma dei Farnese, cioè
il giglio araldico. Il mascherone versa l'acqua in un piccolo
catino per poi fluire in una grande vasca di forma rettangolare
di granito bigio. I Farnese, in occasione di determinate feste,
vi facevano sgorgare vino anziché acqua; è ciò
che accadde per tre giorni consecutivi nel 1720 in occasione della
nomina a Gran Maestro dell'ordine di Malta del nobile Marco Antonio
Zandadari. Nei pressi della stazione della metro B, c'è
la fontanella del Colosseo (foto C),situata al centro di tre altissimi
arconi in laterizio che sostengono un sarcofago romano con un
bellissimo bassorilievo rappresentante due putti alati che sostengono
un medaglione con la figura a mezzo busto di un personaggio in
toga.
Completano il tutto, al di sotto del medaglione, due putti e piccoli
animali, mentre ai lati sono raffigurati due giovani che sono
in procinto di lasciare la scena. Degne di nota sono: la fontana
di S. Pancrazio (foto D) sotto la chiesa di S. Pietro in Montorio,
ai piedi del Gianicolo detta di Urbano VIII° (Barberini) edificata
nel 1696. La fontanella del Piazzale Flaminio (foto E) ,eretta
nel 1886 dal Comune di Roma, era forse un vecchio abbeveratoio
che riceve acqua da due condotti laterali inseriti in cubi di
travertino sormontati da sfere marmoree con al centro lo stemma
comunale.
Infine una piccola curiosità per i proprietari di cani:
potranno far abbeverare i loro piccoli amici nella fontanina situata
in Via Vittorio Veneto (foto F).Si tratta di una nicchietta a
livello del marciapiede con relativa vaschetta. Sopra un bassorilievo
con la testa di un cane e una sigla. Questo è solo una
piccola carrellata delle numerose fontane presenti nella capitale.
E' impossibile includerle tutte in una volta, vi rimandiamo quindi
ai prossimi itinerari.
Emanuela & Samantha
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