AMOROMA - ITINERARI


I NASONI DI ROMA


La città di Roma possiede un enorme patrimonio costituito da fontane che abbelliscono e rendono caratteristiche molte delle sue piazze e delle sue vie. Espressione dell'arte e dell'architettura, sono la testimonianza di una "cultura dell'acqua" che affonda le sue radici nel passato.
Fin dal IV secolo a.C., la Città Eterna era dotata di una imponente rete di distribuzione idrica. Il più antico acquedotto fu costruito nel 312 a.C. da Appio Claudio Crasso, da cui prese il nome l'acqua che lo attraversava (Acqua Appia). Col passare dei secoli la costruzione di altri acquedotti fece di Roma una città all'avanguardia nel campo della fornitura idrica. Le opere realizzate in epoca classica andarono in rovina durante il Medioevo ma, a partire dal 1400, sotto il pontificato di Nicolò V, furono in gran parte ripristinate. Contemporaneamente, grazie ai finanziamenti di ordini religiosi, alti prelati e famiglie patrizie, furono realizzate da architetti e scultori fontane, fontanili, abbeveratoi e fontanelle che hanno abbellito piazze, strade e giardini della città e che in gran parte ancora oggi possiamo ammirare. Tuttavia queste opere non avevano un valore unicamente artistico ed estetico ma svolgevano anche un ruolo di pubblica utilità. Roma infatti è forse una delle pochissime città al mondo a possedere delle fontanelle progettate al solo scopo di dissetare i cittadini. Proprio in questa ottica, nel 1872 l'assessore Rinazzi fece installare in varie zone di Roma i primi venti "Nasoni", alcuni dei quali esistono ancora oggi, come ad esempio quelli di piazza S. Giovanni della Malva e di via in Piscinula a Trastevere. La forma caratteristica del "Nasone" è rimasta immutata da allora. Realizzati in ghisa, con una cannella ricurva che, nel dialetto romano, ha dato il nome alla fontanella, riportavano l'iscrizione "Acqua Marcia" ad identificare la sorgente d'acqua che si trova lungo il corso del fiume Aniene, alle pendici dei monti Simbruini. Nel corso degli anni questa iscrizione non è più stata riportata, anche se è ancora visibile in alcuni "Nasoni", come ad esempio quello di Via Duse, ai Parioli. Sulle fontanelle installate durante il ventennio fascista fu riprodotto il fascio littorio e la data indicata in numeri romani, a partire dalla Marcia su Roma. Vi sono poi tre "Nasoni" che presentano tre cannelle a forma di drago. Uno si trova in Piazza del Pantheon, uno in via di San Teodoro, nelle vicinanze della Bocca della Verità e il terzo in Via delle Tre Cannelle, nei pressi di Palazzo Colonna. Quest'ultimo è collocato ai piedi di una scalinata, su un basamento di travertino. Nelle vicinanze vi era una fontanella a tre cannelle, costruita nel 1588 dalla famiglia Della Mora e che ora non esiste più ma che compare in una pianta della zona disegnata nella prima metà del '700 e che probabilmente ha dato il nome alla via.
Accanto al classico "Nasone" in ghisa, negli anni '30 e '40 furono realizzate anche le cosiddette "Fontanelle della lupa imperiale" che arredavano soprattutto i giardini e i parchi della capitale. Costituite da una colonna di travertino, devono il loro nome al fatto che originariamente l'acqua sgorgava da una testa di lupa in ottone. Dal fusto sporgeva una vaschetta semicircolare per la raccolta dell'acqua. Attualmente molte vaschette sono state rimosse o distrutte dai vandali mentre le teste di lupa sono state sostituite da comuni cannelle metalliche. Qualche esemplare si può trovare ancora oggi in alcuni parchi romani e al Foro Italico.
Col passare degli anni, il "Nasone" è diventato un elemento caratteristico della città ed è comparso nei nuovi quartieri che venivano via via costruiti, come ad esempio Testaccio (1910-1915), la Garbatella (1930) o nei quartieri sorti in modo disordinato ed abusivo negli anni '60 e '70 (es. Torre del Fiscale e Faro di Fiumicino). I mercati rionali sono dotati di numerosi "Nasoni" nei pressi dei quali si collocano solitamente i banchi di pesce o di fiori. Ancora oggi i nuovi quartieri che sorgono in zone sempre più periferiche vedono comparire questo oggetto considerato, oltre che elemento caratteristico della città, quasi indispensabile. Qualche anno fa l'associazione commercianti di Via dell'Orso ha avanzato una protesta contro la rimozione della fontanella di Vicolo della Palomba, causata dal mancato pagamento delle bollette dell'ACEA da parte del Comune.
Il numero dei "Nasoni" a Roma, secondo una stima dell'ACEA, si aggira attualmente intorno ai 2000 all'interno del Raccordo Anulare ma numerosi sono anche quelli che si possono trovare fuori del perimetro comunale.

Amoroma

<<< Back