|
SANTA MARIA MAGGIORE
Eretta
nel 431 d.C. da papa Sisto III dopo il Concilio di Efeso, fu la
prima chiesa romana dedicata a Maria Vergine, Madre di Gesù
e Madre degli uomini. L'edificio in origine non era certamente
solenne come quello di oggi, non era maestoso come quello del
Colle Vaticano, ma sicuramente il Pellegrino che si reca oggi
a venerare Maria, difficilmente proverà l'emozione degli
antichi devoti che, salendo le pendici del colle Esquilino vedevano
la chiesa separata dalla città ed affiorare sopra case
e palazzi.
La storia dell'edificio porta con sé molte leggende, la
più famosa è senz'altro quella del "miracolo
della neve". Si narra che nella notte tra il 4 e il 5 agosto
del 356 la Vergine apparse in sogno indicando a papa Liberio e
al ricco patrizio romano Giovanni il luogo dove costruire una
chiesa. Quella notte nevicò miracolosamente sulla sommità
dell'Esquilino, fu questo l'episodio che diede origine ad una
chiesa che non ha però strutture in comune con la basilica
edificata da Sisto III un secolo dopo. Quest'ultima serba il ricordo
della leggenda nel mosaico visibile dalla loggia dell'odierna
facciata. Fino a tardo Impero l'Esquilino ospitò un piccolo
tempio dedicato a Giunone Lucina, alla quale erano dedicate le
feste matronalia; quasi certamente fu scelto questo colle per
sostituire al culto pagano la devozione Cristiana a Maria, ancora
implorata come protettrice del parto.
Piazza Santa Maria Maggiore , antistante la basilica, trova il
suo fulcro nella colonna che papa Paolo V (1605-1611) fece trasportare
qui dalla basilica di Massenzio nel Foro Romano, su di essa regna
la statua bronzea della Madonna col Bambino. La facciata settecentesca,
opera di Ferdinando Fuga,si articola su due piani: dal portico
a cinque fornici si può accedere alla superiore Loggia
delle Benedizioni che ha integrato l'antica facciata medievale
decorata dal bel mosaico del XIII sec. Nella parte superiore troverete
la maestosa figura del Cristo in trono e,gli episodi narrativi
del "miracolo della neve" in quella inferiore. L'elegante
balaustra collega la facciata barocca agli edifici laterali, costruiti
tra l'inizio del XVII e il XVIII; quello laterale ha inglobato
il campanile a cinque piani, il più alto di Roma (75 m),
realizzato alla fine del XIV sec. e completato dalla guglia in
piombo al tempo di papa Giulio II (1505-1513).
Sul retro della basilica potrete ammirare l'abside, realizzato
nella seconda metà del seicento dall'architetto Carlo Rainaldi,
il quale rimaneggiò un precedente progetto di Gian Lorenzo
Bernini. Infine al centro della piazza Esquilino si innalza il
grandioso obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto, fatto
qui erigere da papa Sisto V nel 1587.
L'interno è articolato in tre navate, l'originaria struttura
paleocristiana è stata totalmente restaurata nell'intervento
settecentesco dell'architetto F.Fuga, che riorganizzò lo
spazio interno collocando al centro della navata il grande obelisco
barocco.
Appartengono
all'epoca della fondazione le colonne monolitiche ed i famosi
mosaici rappresentanti episodi tratti dall'Antico Testamento,
che insieme alle storie del Nuovo rivestono la superficie dell'arco
trionfale celebrando così il Mistero dell'Incarnazione
in onore della quale fu costruita la chiesa.
Capolavoro dell'arte pittorica Duecentesca è invece la
decorazione a mosaico dell'abside, opera di Jacopo Torriti; il
pavimento della navata centrale testimonia la raffinata abilità
degli scalpellini romani attivi nell'Italia centrale tra il 200
e il 300.
Al periodo rinascimentale appartiene il soffitto ligneo, che copre
lo spazio intermedio della basilica, commissionato dal papa spagnolo
Alessandro VI Borgia, il cui stemma domina al centro della superficie.
L'altare maggiore, al centro della navata centrale, è costituito
dal sepolcro in porfido rosso contenente le spoglie del patrizio
Giovanni e di sua moglie, finanziatori della chiesa del IV sec.
La cripta è riccamente decorata da intarsi marmorei e custodisce
la sacra reliquia della Culla di Gesù Bambino, conservata
nel pregiato reliquiario in cristallo del Valadier. Testimonia
la grandezza della basilica una sequela di importati cappelle;
come quella Sistina che deve il suo nome a papa Sisto V che nel
1585 diede all'architetto Domenico Fontana l'incarico di costruire
una cappella del Santissimo Sacramento. Quest'ultima inglobò
la cappella del Presepe che divenne la confessione del nuovo ambiente
.; tra il 1605 e il 1613 fu costruita la cappella Paolina o Borghese
, sul luogo dell'antica sagrestia.
Sulla navata sinistra si aprono due importanti cappelle, la prima
è quella "Cesi" costruita durante il XVI sec.
in onore di Santa Caterina d'Alessandria, il cui martirio è
descritto negli affreschi che la decorano. Mentre la seconda è
la grande cappella Sforza, realizzata nella seconda metà
del XVI sec.da Giacomo Della Porta, su progetto originario del
Michelangelo. Lungo la navata destra incontrerete, percorrendola
in direzione dell'ingresso,la piccola cappella del Crocifisso
o delle Reliquie che serba un bel crocifisso ligneo del XV sec.,
e quella di San Michele e di San Pietro in Vincoli ornata da affreschi
attribuiti a Piero della Francesca e a Benozzo Gozzoli.
Infine la cappella del Battistero è empita dalla grande
vasca Battesimale in porfido sovrastata dalla statua di San Giovanni
Battista; e conserva un bassorilievo raffigurante l'Ascensione
della Vergine, opera di Pietro Bernini.
Emanuela e Samantha
<<< Back
|