AMOROMA - CHIESE


SAN GIOVANNI IN LATERANO


Nel Campus Lateranensis, Costantino volle che fosse degnamente sistemata la sede dell'Episcopio di Roma, probabilmente nell'anno 321, come si legge nel Liber Pontificalis nella pagine relative alla vita di Papa Silvestro: "Fecit Costantinus Augustus….basilicam costantinianam". Prima di lei non c'erano né la Basilica di San Pietro, né San Paolo, né San Lorenzo, né Santa Maria Maggiore; c'erano soltanto le catacombe, la fede alla "macchia" e gli altari insanguinati. Con San Giovanni la storia della chiesa volta pagina, comincia un nuovo capitolo, dalla trincea all'apoteosi. Non più tollerata o braccata, la religione cristiana diventa "lecita" sotto Costantino, "unica religione di Stato" sotto Teodosio. La Basilica deve la sua fondazione alla volontà di Papa Milziade (311/314) e sorse sui resti della grande caserma degli "Equites singulares"(reparto cavalleria dell'esercito romano) nella proprietà della famiglia dei Plauzi Laterani; donata al papa dall'imperatore Costantino. Era una vecchia caserma di cavalleria ormai inutilizzata, scelta un po' fuori mano per non urtare moltissimi romani non ancora convertiti.
Dedicata in origine al salvatore fu, inseguito, indicata anche come la basilica dei due Giovanni: il Battista e l'Evangelista. La sua imponente facciata in travertino che domina Piazza di Porta San Giovanni fu, costruita da Alessandro Galilei, celebre architetto nel 1735.
In alto sulla balaustra si ergono quindici statue di Santi dalle gigantesche proporzioni (7 m) con al centro quella del Redentore, affiancato da San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Le restanti statue rappresentano i Dottori della Chiesa greca e latina, coloro cioè che hanno spiegato, approfondito e fatto amare la parola di Dio. "Sacrosanta Chiesa Lateranense, madre e capo di tutte le chiese dell'urbe e dell'orbe" è l'iscrizione posta sulla facciata.
La grande porta centrale di accesso alla basilica, presenta preziosi battenti in bronzo. L'ultima porta a destra è la Porta Santa che, come a San Pietro, è aperta solo negli anni giubilari. L'interno a croce latina a cinque navate, è ampio e solenne, lungo ben 130 m; colpisce particolarmente il sontuoso soffitto dorato e il bel pavimento di tipo cosmatesco. Nel fondo della grandissima navata centrale, sotto il grande arco triangolare, emerge l'altare papale, con l'imponente ed elegante tabernacolo risalente alla seconda metà del 300, nel quale si trovano affreschi attribuiti a Barna da Siena. In esso sono custodite in preziosi contenitori d'argento, le reliquie delle teste di San Pietro e Paolo. Della primitiva basilica oggi non resta quasi nulla: nei secoli patì sconvolgimenti tellurici, incendi e devastazioni. I Goti di Alarico le rubarono tra l'altro un baldacchino d'argento che pesava 2.055 libbre. Quella che vediamo adesso è la facciata del settecento e l'interno seicentesco. Nella "versione" paleocristiana aveva un atrio quadriportico, con gli zampilli d'acqua per la purificazione dei fedeli; poiché nessuno poteva entrare con i piedi infangati.
La Basilica di San Giovanni in Laterano è il simbolo della Chiesa stessa, la quale non ha parole sue da dire, ma continua a proporre la parola di Dio, nel tempo e nella storia, attraverso la voce e la testimonianza dei Ministri e dei fedeli.

Emanuela e Samantha

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